Nei primi anni del XX secolo, correva l'anno 1908, l'attuale zona di Musocco era un Comune autonomo distante circa 6 Km dal centro del Capoluogo di Milano. All'occorrenza, le Associazioni di assistenza e soccorso milanesi, potevano intervenire nei Comuni limitrofi, ma solo con gravi ritardi, tanto che in vari casi il loro aiuto finiva per risultare vano.
Era quindi necessaria l'istituzione di una Società di assistenza locale.
L'ideatore della fondazione di una Società di soccorso fu il Vicesegretario del comune di Musocco Sig. Pio Zucchetti.
Le persone più facoltose del Comune aderirono con vero slancio umanitario alla proposta e fu costituito un Comitato per la propaganda e raccolta fondi.
Le offerte della popolazione, che appoggiò con generosità l'iniziativa, e l'adesione di numerosi soci volontari, permisero al Comitato di gettare le prime basi per la Fondazione della Croce Verde Musocco.
La prima riunione per la costituzione del Consiglio d'Amministrazione della Società si tenne il 23 gennaio 1909, in un locale del Municipio.
In una seconda riunione del Consiglio di Amministrazione si decise la fondazione della Società di Pronto Soccorso in forma Cooperativistica per Azioni. Per gentile concessione della Giunta Municipale del Comune di Musocco, questa poté stabilire la sua Sede provvisoria in località ” Archetto” di via Varesina.
Cominciarono così a funzionare i primi servizi con una lettiga a quattro ruote concessa in uso dal Comune di Musocco.
I luoghi da raggiungere, spesso lontani, richiedevano un enorme sforzo fisico da parte dei militi, ricchi di spirito altruistico ma poveri di mezzi economici, come testimonia uno dei tanti aneddoti risalenti a quell'epoca lontana.
Si narra infatti, che le ruote della lettiga adibita al trasporto dei feriti o degli ammalati mancasse a volte della necessaria lubrificazione; le disponibilità finanziarie della Croce Verde erano scarse per cui si cercava di ridurre anche le spese più modeste. Provvedeva allora alle occorrenze del lubrificante il milite Sampietro, che attendeva il passaggio del tram Milano – Legnano per chiedere al manovratore del lubrificante in regalo, richiesta che veniva sempre soddisfatta dato lo scopo cui serviva.
Nel giugno del 1909 si ebbe l'inaugurazione ufficiale della Croce Verde Musocco, con la partecipazione delle Autorità comunali e della Croce Verde di Milano, il cui personale prese parte al completo alla manifestazione indetta dalla nuova Consorella.
Il motto della Croce Verde Musocco fu sintetizzato in solo quattro parole:

AMA LAVORA CORRI SOCCORRI che racchiude il sacrificio e l'alta opera umanitaria impostasi dai 120 militi volontari facenti parte della Società.
Nel frattempo, le offerte pervenute alla Croce Verde Musocco da generosi benefattori consentirono la costruzione di una Sede Sociale, i cui lavori ebbero inizio nell'autunno del 1909 in un terreno del Vicolo Mapelli n. 4, e vennero ultimati nella primavera del 1910.
A coronamento di un lungo anno di sforzi, il 7 maggio 1910 la Società, finalmente dotata di una Sede propria, venne legalmente registrata, con atto notarile, e nominato il suo primo Presidente, nella persona del compianto Pio Zucchetti.
Il 12 agosto dello stesso anno fu possibile acquistare la prima lettiga a mano a due ruote, definita ” cannoncino di volatacannoncino di volata” , che costituì un netto miglioramento (!) del precedente mezzo di trasporto. Inoltre, la dotazione materiale si arricchì anche di attrezzi di pronto soccorso pompieristico.
In quei tempi lontani, era proprio il cannoncino di volata, azionato a mano da militi volontari, che si vedeva “sfrecciare” verso i luoghi ove erano richiesti gli interventi di soccorso: uno spettacolo di potenza fisica ed incrollabile abnegazione alla missione.
Il 14 agosto 1910 venne solennemente inaugurata la nuova sede la nuova Sede della Croce Verde Musocco, con l'intervento delle locali Autorità Municipali, delle Consorelle di Milano, del Viceprefetto e numerose rappresentanze di altri Enti.
I generosi contributi degli abitanti del rione consentirono, nel marzo 1912, di migliorare ancora il materiale rotabile con l'acquisto di un ” carro lettiga” a trazione animale, pomposamente denominato ” servizio celereservizio celere” , il che permise di estendere l'opera di soccorso anche ai Comuni limitrofi.
La Croce Verde Musocco era ormai diventata una realtà consolidata, molto popolare tra le genti della zona, che ne sostenevano l'attività, con affetto e contributi.

Lo scoppio della guerra 1915-18 ridusse sensibilmente il numero dei militi e dei soci, che furono richiamati alle armi.
Toccò perciò al personale volontario di classi anziane, esente da obblighi militari, prodigarsi per la continuazione dell'attività umanitaria della Croce Verde Musocco.
Si videro allora questi militi anziani accorrere nella sciagura causata dallo scoppio della polveriera di Vergiate, per prestare la loro opera trasportando i feriti, provenienti dal luogo del disastro a mezzo ferrovia, verso il ricovero negli ospedali cittadini.
Al fronte, dei giovani partiti, quindici caddero e numerosi altri tornarono invalidi: un tributo altissimo pagato ad una guerra crudele che non risparmiò nessuno.

 

Nel 1922 i mezzi di trasporto furono arricchiti di un'autoambulanza ” BianchiBianchi” con la quale si poté effettivamente iniziare il servizio celere di soccorso. L'inaugurazione di questo primo servizio automobilistico avvenne nel salone del Tiro a Segno Nazionale con l'intervento delle Autorità e delle Consorelle Milanesi.
Ma con l'avvento del fascismo, anche la Croce Verde Musocco dovette assoggettarsi alle direttive centralistiche del governo: nel 1923 venne infatti sostituito il vecchio Consiglio di Amministrazione della Società con altri elementi imposti dal Podestà del Comune, che seguiva scrupolosamente le direttive diramate dalle gerarchie al potere.
Ciò nonostante, il potenziamento dei servizi di soccorso continuò a rimanere una viva aspirazione dei cittadini di Musocco, che finanziarono ulteriormente la Società, benché in questo periodo tutte le iniziative di aggregazione sociale, anche se a carattere assistenziale, erano viste con sospetto dal potere centrale.
Fu così possibile, nel 1925, acquistare una nuova ambulanza Fiat che, come vedremo in seguito, verrà destinata assieme alle altre attrezzature ad una Consorella manovrata da elementi designati dal fascismo.
Infatti, in un'assemblea tenuta nel 1929 dal nuovo Consiglio d'Amministrazione, venne ventilata la proposta di fondere le Consorelle Milanesi in una sola associazione di soccorso, la Croce Rossa.
Ma tale proposta fu respinta dagli azionisti e dai militi della Croce Verde Musocco, sostenuti anche dal favore e dalle offerte dei cittadini di Musocco che avevano a cuore il mantenimento dell'autonomia della loro Società. Ciò consentì all'inizio dell'anno 1930 l'acquisto di una terza autoambulanza Fiat, che andò a potenziare ulteriormente il materiale rotabile.
Tuttavia, la spinosa proposta di fusione si ripresentò prepotentemente dopo l'acquisto della nuova macchina: in una successiva assemblea tenutasi nei locali del Comune di Musocco, azionisti e militi dovettero a malincuore capitolare di fronte all'imposizione governativa.
Con decreto reale 12 febbraio 1930, su proposta del Capo del Governo, tutte le Associazioni di Pubblica Assistenza furono sciolte ed il loro patrimonio devoluto alla Croce Rossa Italiana, benemerita Società che peraltro non aveva mai preteso la dissoluzione delle altre sue Consorelle. Per l'esattezza della cronaca, la Croce Verde Musocco fu effettivamente sciolta con Decreto suppletivo del 23 aprile 1931.
Quando venne ordinata la consegna dei vessilli, da operarsi in cerimonia pubblica, a testimonianza dell'avvenuta resa di tutte le Associazioni Consorelle, alcuni Soci riuscirono a sottrarre e nascondere la bandiera dei militi ciclisti. Su questa, che venne dagli stessi gelosamente custodita, furono ricamate le date 1909-1931, anni di fondazione e di scioglimento forzoso della Società.
Si chiudeva così il primo ciclo di attività della Croce Verde Musocco, ma il desiderio di una sua prossima rinascita permaneva vivo negli animi dei suoi primi fondatori, orgogliosi di aver salvato, col vessillo, la tradizione e la memoria della Società.

La fine della guerra e la liberazione del nostro paese dal regime resero possibile il concretizzarsi del sogno, a lungo covato dai vecchi soci e militi, di ricostituire la disciolta Croce Verde Musocco.
Bisognava ricominciare tutto daccapo: procurare i fondi necessari per l'acquisto di nuove attrezzature, di nuovi mezzi di trasporto, ed in particolare, individuare una sede adeguata ad accogliere il personale volontario di soccorso.
La sera del 27 ottobre 1945, nel salone di una trattoria di Viale Espinasse, ebbe luogo la riunione ufficiale durante la quale fu decisa la ricostituzione della Società.
Venne nominata una Commissione composta di quattro vecchi azionisti, i quali iniziarono l'opera di propaganda e di raccolta fondi, portate avanti tenacemente per tutto l'inverno '45-'46.
Il 12 febbraio 1946 la Consorella Croce Verde di Piazza S. Sepolcro, nel corso della sua prima riunione del Consiglio d'Amministrazione, propose alla nostra Commissione di unire gli sforzi e quindi di confluire a costituire una Sezione della loro Società. Tale proposta fu però respinta, poiché la Croce Verde Musocco non era propensa a rinunciare alla sua autonomia ed alla sua tradizione storica.
La Commissione della Croce Verde Musocco decise quindi, ringraziando la Consorella per la preziosa offerta avanzata, di ricostituire la Società in forma autonoma. Alla presidenza del Consiglio d'Amministrazione provvisorio venne così nominato il cav. Pio Zucchetti, mentre la Direzione Sanitaria fu affidata al Dr. Tommaso Pavesi.
All'appello lanciato alla popolazione del rione, per contribuire all'acquisto del materiale necessario al funzionamento della Società, i cittadini risposero con grande generosità, pur in quel critico momento di ricostruzione nazionale post bellica.
Nel maggio 1946, il Partito Comunista Italiano, che occupava alcuni locali dell'attuale sede di piazza Santorre di Santarosa, cedette un locale alla Società affinché fosse adibito a Sede provvisoria dalla stessa, che in precedenza era ospitata nell'osteria Meroni, a testimonianza del favore che la Croce Verde godeva tra le genti del quartiere.
Finalmente, in un'assemblea tenuta nella sezione Combattenti e Reduci di Musocco, venne nominato dai Soci l'effettivo Consiglio d'Amministrazione della Croce Verde Musocco, alla cui presidenza fu designato il sig. Desani, in sostituzione del Cav. Zucchetti che, per le sue precarie condizioni di salute, declinò l'incarico.
Nel dicembre 1946, il Partito Socialista Italiano, comprendendo le necessità dell'Associazione, cedette altri locali del piano rialzato, attigui all'unico finora occupato e costituente la nostra sede. Questi nuovi spazi permisero, tra l'altro, di allestire un dormitorio per i militi di servizio notturno.
Con l'acquisto di una Fiat 1525, trasformata in autoambulanza, nel febbraio del '47 finalmente la Croce Verde Musocco poté concretamente rientrare in attività.
Il successivo potenziamento del personale richiese ulteriori spazi nei quali allargare la sede, ed a questa esigenza venne incontro la locale Sezione della Democrazia Cristiana, che cedette la stanza della quale si aveva bisogno.
In tal modo, grazie alla gara di solidarietà cui concorsero, al di là degli steccati ideologici, tutte le realtà politiche e sociali del quartiere, finalmente le necessità logistiche e materiali di base della Croce Verde vennero soddisfatte. Adesso, occorreva impegnarsi per continuare a crescere, per migliorarne il servizio reso a quella cittadinanza che aveva fiduciosamente sostenuto la sua ” Verde”.

L'assidua opera degli amministratori e la volonterosa collaborazione del personale dette alla Società la possibilità di costruire una rimessa per le ambulanze.
Nel gennaio 1948 ebbero quindi inizio i lavori, che furono affidati ad un'impresa privata di costruzioni; al suo fianco, vari militi si offrirono gratuitamente di prestare la loro opera, così da ridurre tempi e spese di realizzazione.
La crescente richiesta di servizi rese inoltre necessario l'acquisto di una moderna autolettiga 1100 Fiat, e nell'agosto 1948, ad integrazione dell'ormai insufficiente personale volontario, fu costituito il Gruppo Volontario Femminile, composto da 11 infermiere.
Ma il numero delle volontarie salì in breve tempo a 26 unità, che si alternarono con entusiasmo nei lavori di pulizia e di aiuto nelle varie occorrenze del soccorso.
Si giunse così, colmi di rinnovato orgoglio, all'inaugurazione della Bandiera della ricostruita Società, che avvenne il 26 settembre 1948; nel corso di una festosa e popolosa manifestazione, durante la quale si procedette anche alla benedizione delle autolettighe, alla premiazione dei militi più meritevoli, siccome i soldi davvero non bastavano mai, cruccio perenne per le Associazioni di Volontariato, venne promossa la prima di tante sottoscrizioni a premi.
Gli anni passavano, ed i servizi in progressivo aumento richiesero un ulteriore potenziamento dei mezzi di trasporto.
Si acquistò così una nuova autolettiga Fiat 1100, che completò il materiale rotabile adeguandolo alle accresciute chiamate di soccorso.
Gli sforzi compiuti dalla Società per una maggiore efficienza dei servizi vennero apprezzati dalle autorità cittadine, dalle Direzioni Ospedaliere e dalla Federazione Nazionale di PP.AA., nella quale fu chiamato a far parte, come Consigliere, il Presidente della Croce Verde Musocco, Sig. Desani.
Una nuova autolettiga 1400 Fiat, acquistata nel 1953, incrementò ulteriormente il parco automezzi della Croce Verde Musocco, tanto da portarsi alla testa, per quantità di dotazioni, delle altre Consorelle di Milano.
Nel triennio 1955-58 fu chiamato alla Presidenza della Società il Dr. Cortellaro, coadiuvato, tra gli altri, dal Consigliere Balzarini Francesco.
In tale periodo di oculata gestione, egregiamente diretta dal Presidente e dai Consiglieri, vennero reperiti i fondi necessari all'acquisto di una modernissima autoambulanza Fiat 1400, che portò a 6 lettighe il parco automezzi della Società.
Per commemorare il Cinquantenario della fondazione della Croce Verde Musocco, il Consiglio d'Amministrazione organizzò, per il 25 ottobre 1959 una grande manifestazione, partecipata in modo entusiastico dai cittadini del rione, durante la quale furono conferiti ai soci anziani, al personale ed ai defunti, alla memoria, nonché ai nostri benefattori, una medaglia ricordo con diplomi di benemerenza, quale riconoscimento dell'attività prestata.
Alla cerimonia intervennero tutte le Consorelle di Milano con le loro autoambulanze, e l'On. Avv. Antonio Greppi, già Sindaco della Liberazione di Milano, che espresse alla Società lusinghiere parole di encomio ed al quale fu conferito il titolo di ” Socio Onorario” ed un Diploma di Benemerenza.
Gli anni passavano, e la città continuava a crescere. Il territorio del Comune di Musocco faceva ormai parte del Comune di Milano e il nome Musocco serviva per indicare il Cimitero Maggiore di Milano, posto all'estrema periferia nord-ovest del Comune. Una Croce di Soccorritori che portasse il nome di quello che era divenuto il cimitero milanese per antonomasia, non sembrava davvero di buon auspicio. Per questo motivo i Soci della Croce Verde Musocco decisero di cambiare la denominazione alla Società, che nel maggio del 1965 venne ribattezzata “Croce Verde Sempione” .
Verso la metà degli anni settanta, il Consiglio d'Amministrazione, vista la situazione del pronto soccorso nell'Iterland di Milano, iniziò una trattativa con gli Amministratori del Comune di Bollate, che permise di estendere le attività associative anche in quel territorio. Inizialmente, vi si provvide predisponendo lo stazionamento di una autolettiga nelle ore serali. Poi, con il contributo dell'Amministrazione Comunale di Bollate, che mise a disposizione alcuni locali da adibire a Sede, fu costituita la Sezione di Bollate della Croce Verde Sempione. E numerosi cittadini aderirono all'iniziativa, chi prestando la propria opera di volontario, chi contribuendo economicamente, tutti comunque con grande entusiasmo.
Nel 1978 fu istituito il Servizio Medico a domicilio durante le ore serali e notturne e nelle giornate festive. La maggiore attività veniva svolta nei comuni di Bollate e Novate Milanese (con quest'ultimo era stata stipulata una convenzione), anche perché nel territorio di Milano tale servizio era garantito dalle Consorelle che già da tempo vi provvedevano. L'attività durò fino ai primi anni del 1980, periodo in cui l'U.S.S.L. competente per i comuni di Bollate e Novate Milanese attuò la legge 833/80, meglio conosciuta come ” Riforma Sanitaria” , ed istituì un consorzio per la gestione del Servizio Medico a domicilio nel territorio di propria competenza.
Nel frattempo, la nuova Giunta che si insediò nel Comune di Bollate decise di adibire ad altro uso i locali assegnati alla Croce Verde Sempione. Terminò così, nostro malgrado, ” l'avventura bollatese” .
All'inizio del 1988 venne nuovamente istituito il Servizio Medico a domicilio, grazie all'aiuto di un gruppo di medici amici o ex volontari della croce Verde Sempione ed al contributo dell'A.P.I. (Associazione Piccoli Industriali), che donò una SEAT Marbella da adibire ad ” auto medicaauto medica” .
L'anno successivo, il 1989, ha visto il Consiglio d'Amministrazione e tutti i Volontari impegnati nei festeggiamenti per l'80° anniversario della fondazione, culminati con la festa organizzata presso la Villa Radice Fossati, durante la quale furono consegnate targhe di riconoscimento ai Soci che si erano succeduti alla presidenza dell'Associazione: un simbolico ” passaggio di testimone” fra generazioni di sempre verdi (è il caso di dirlo) ” CroceverdiniCroceverdini” .

Il 1991 è un anno importante per il Volontariato in Italia: infatti l'11 agosto il Parlamento Italiano approva la tanto attesa legge 266/91, ” Legge-quadro sul volontariato” .
Finalmente viene riconosciuta l'attività di tanti cittadini, calcolati in circa 4 milioni, che prestano la propria opera gratuitamente in vari settori sociali.
Dopo l'euforia iniziale per l'importante vittoria del Movimento del Volontariato, per la Croce Verde Sempione e per le altre Consorelle che si erano costituite in Cooperative, cominciarono momenti molto difficili. Infatti, pur essendo tutte Società Cooperative senza fine di lucro, la legge 266/91 non le considera assimilabili ad Associazioni no-profit.
Il Consiglio d'Amministrazione dovette pertanto impegnarsi a fondo per trovare una soluzione a tale penalizzante ” impasseimpasse” , che di fatto escludeva la possibilità per la Croce Verde Sempione di rientrare nel Movimento del Volontariato, ora normato. Vennero pertanto interpellati vari consulenti legali e fiscali, oltre che esperti dell'A.N.P.AS., nel tentativo di comprendere cos'era meglio fare per adeguarsi alle nuove direttive.
In un primo momento, soluzione adeguata e facilmente percorribile sembrò quella di convertire la Società Cooperativa in Cooperativa Sociale.
Il 17 giugno 1993 l'Assemblea dei Soci approvò le necessarie modifiche allo Statuto. Successivamente venne formalizzata la domanda d'iscrizione al Registro Generale Regionale del Volontariato.
Ma l'odissea attraverso i labirinti burocratici degli Enti Pubblici era appena cominciata.
Nel luglio 1994 giunse come un terremoto la notizia che il Settore Sanità e Igiene della Regione Lombardia aveva inviato al Gabinetto di Presidenza della Giunta Regionale la propria ” proposta di diniego all'iscrizione nel Registro Generale Regionale del Volontariatoproposta di diniego all'iscrizione nel Registro Generale Regionale del Volontariato” . Lo status di Cooperativa Sociale, infatti, non veniva ritenuto adeguato alle prescrizioni contenute nella legge-quadro 266/91 e successive integrazioni.
Dal canto suo, l'ufficio della Motorizzazione Civile di Milano negò l'immatricolazione di due nuove autolettighe. Proprio perché ” Organizzazione di Volontariato non iscritta nell'apposito Registro” .
Al neo eletto Consiglio d'Amministrazione non restò altra scelta se non quella di porre in liquidazione la Cooperativa e rifondare una nuova Organizzazione che avesse tutte le precise caratteristiche statutarie previste dalla Legge 266/91. Nessuna comprensione, nessuna agevolazione venne attivata per coloro, come la Cooperativa Croce Verde Sempione, che avevano di fatto partecipato alla costruzione stessa del Movimento del Volontariato, vantando oltre 80 anni di servizio nel settore.
Nel corso del 1995 si susseguirono riunioni tra Soci e Volontari per definire i dettagli dell'operazione. L'8 febbraio 1996 l'Assemblea straordinaria dei Soci, alla presenza del notaio, deliberò la messa in liquidazione della Cooperativa Sociale Croce Verde Sempione, con decorrenza 1 marzo 1996, e nominò Liquidatore il Presidente Sig. Mario Bertozzi. Pochi giorni dopo, 12 Soci rassegnarono le dimissioni dalla Cooperativa, e il 27 febbraio successivo fondarono con atto pubblico notarile l'Organizzazione di Volontariato ” Pubblica Assistenza Croce Verde Sempione” .
La storia della Croce Verde Sempione ricominciava, accompagnata dalle preoccupazioni e dall'entusiasmo di sempre: occorreva avviare nuovi percorsi burocratici e reperire consistenti fondi, sperando di riuscire in tempi ragionevolmente brevi a “passare il guado” ed approdare a destinazione. Per tutto il 1996 i Fondatori hanno inseguito pratiche, carte e faldoni, dispersi nei meandri della pubblica Amministrazione, protocollando, certificando e soprattutto sperando.
L'ottimismo della volontà non è mai venuto meno, sorretto anche dalla viva partecipazione degli altri 100 Volontari che hanno seguito i Fondatori ed, incrollabilmente, continuano a credere nella “Verde”.
Siamo ora a metà del 1997, e stiamo ancora navigando: il porto sembra vicino, ma la “calma piatta” burocratica ancora ritarda l'approdo. Eppure, tutti insieme, soffiando tra le vele, siamo certi che arriveremo.
Il 9 settembre, finalmente, inaspettato come il maestrale dopo la bonaccia, arriva il Decreto di Iscrizione nel Registro Generale Regionale del Volontariato della Regione Lombardia. Ce l'abbiamo fatta !
Ma non è ancora finita. Infatti, la situazione economica della “Verde” non è per niente rosea ed a poco sembrano servire gli sforzi dei Volontari, che moltiplicano le iniziative di “raccolta fondi”, un modo elegante per definire le giornate di questua svolte nelle piazze milanesi. Gli scarsi denari così racimolati coprono a mala pena le spese di manutenzione ordinaria delle autolettighe e quando, in conseguenza ad un incidente causato dal disastroso stato del fondo stradale, la mitica M35, dieci anni di onorato servizio, si accartoccia irreparabilmente, non si può far altro che contemplarne il rottame. Per lo meno, nessuno si è fatto davvero male. Ma adesso sarà ancora più dura.
Si dice che è superando le avversità che si forma e si rinforza il carattere… Allora la “Verde Sempione” di carattere ne ha proprio tanto. Perché continuerà a battersi, a perseverare affinché il suo servizio alla cittadinanza possa continuare ed anzi, migliorare.
Per farlo sarà necessario ancora una volta il concreto aiuto di tutti: perché se la nostra stessa ragione di essere è aiutare il prossimo, anche il prossimo in qualche modo deve aiutarsi, aiutando un'Associazione come la nostra.
Ed il nostro motto, forse, dovrà allungarsi:

AMA LAVORA CORRI SOCCORRI AIUTACI AD AIUTARE

Siamo certi che, insieme, troveremo il modo di andare avanti, al meglio.
Il 1998 si apre concedendoci una gratificazione: l'acquisizione del titolo di Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS). Per il resto, le tribolazioni economiche non ci danno tregua, qualche Volontario appende il camice al chiodo e nuovi Volontari entrano in servizio, mentre le nostre sirene continuano a risuonare, chiamate ad intervenire in un numero sempre crescente di richieste di soccorso.
Appassionatamente, la storia continua.

Codice Fiscale - 97177010150